Responsive image
  • Pagine: 222
  • ISBN: 9788899159559

Edito da Rapsodia Edizioni ecco a voi ES.

Trama

A Ray Miller, detective specializzato nella cattura di serial killer, viene assegnato il caso di un misterioso assassino che fa consegnare, direttamente alla sede della polizia, casse di legno con dentro i corpi torturati e senza vita delle sue vittime. Collaboratori di Ray saranno il suo collega Matthew Cole e la profiler Claire Beckford. A un certo punto, l’assassino metterà nel suo mirino perfino i suoi stessi inseguitori, recapitando nelle loro case parti del corpo delle sue vittime, tutte accompagnate da un messaggio personale e da un fiore di orchidea bianca…

Distributori: Libro. Co - Fastbook - Distribook - IBS - Amazon - laFeltrinelli - Mondadori store - San Paolo store - Un Libro - Libreriauniversitaria.it - Libraccio.it

Come nasce il libro

Ho iniziato a scrivere ES nel 2010. In quel periodo avevo fin troppo tempo libero, fu in quello stesso anno che mi dedicai seriamente alla scrittutra, scrivendo racconti e libri di vario genere.

Dopo aver letto decine di polizieschi e aver guardato altrettante serie tv crime, avevo deciso di cimentarmi io stessa in queto genere letterario. In quel periodo stavo anche leggendo Hannibal Lecter. Le origini del male. Mi affascinava come personaggio, ma allo stesso tempo aveva qualcosa che non mi andava giù. Insomma, era mai possibile che fosse così imbattibile? E se avesse trovato qulcuno alla sua altezza, cosa avrebbe fatto?

Ecco, è stato lì che ha cominciato prendere forma ES. Da quel e se...

Iniziando a scrivere mi sono presto resa conto che non basta una buona idea per scrivere un poliziesco. Devi prestare attenzione ai dettagli. Non puoi permetterti di dimenticare delle prove ed estrarle dal cilindro alla fine. Una cosa che ero sicura di volere per il mio libro, era dare la possibilità al lettore di investigare con me sui crimini commessi nel libro.

Non è stato facile orchestrare il tutto, far girare tutti gli ingranaggi a dovere, più di una volta ho pensato di non farcela. Non so se sono riuscita nel compito che mi ero prefissata, io lo spero, ma soprattutto spera che il mio libro vi piaccia e vi catturi senza lasciarvi più... in senso buono ovviamente.

Un'ultima cosa, una volta terminato di leggere il libro, guardate l'indice, c'è una sorpresa per voi lettori...

I pareri dei lettori

"Un romanzo breve ma intenso in definitiva, accattivante e coinvolgente come dicevo per gli amanti del genere e non, scritto in maniera semplice e comprensibile ma con dettagli accurati e minuziosi." Le passioni di Ste

"Un sobrio equilibrio che ci lascia distanti quel tanto che basta a considerare i personaggi di E.s. solo per il loro aspetto psicologico, che si sviluppa di pari passo con la storia. Il loro passato emerge poco alla volta e resta ad aleggiare sospeso, come un velo onnipresente di malinconia, mentre sotto infuria la follia omicida." Cose da lettrici

"Interessante storia e buon intuito nel saper creare qualcosa di nuovo in un genere che tende ad essere simile in tutti i suoi libri." The Perfect Book

"Ritmo serrato. Incalzante. Col suo romanzo l'autrice non permette mai al lettore di abbassare la soglia di attenzione. Scritto molto bene sotto ogni punto di vista." Le frasi più belle dei Libri...

"I personaggi principali non sono mai stereotipati, grazie al racconto delle loro vite quotidiane al di fuori dell’indagine. La caccia al killer infatti non è la loro unica preoccupazione e questo giova al realismo dell’intero racconto." Mangialibri

"Un thriller davvero mozzafiato, che tiene in tensione il lettore dalla prima all’ultima parola, anche perché l’autrice lascia molto in sospeso, scoprendo poco alla volta, per poi ingannare e depistare detective e lettori assieme." Buona lettura

"Un punto che mi preme sottolineare è la bravura dell'autrice nel riuscire a condensare un caso di serial-killer così appassionante in poco più di 200 pagine." Leacomy in Wonderland

Direttamente dal libro

Godimento

Era ancora buio, ma ad est cominciavano a scorgersi i primi bagliori dell'alba. La città era ancora addormentata, silenziosa quasi in maniera innaturale, come può esserlo solo a quelle ore del mattino. Di tanto in tanto qualche auto solitaria passava, lavoratori che avevano terminato il turno o giovani al rientro da una notte di baldoria. [...] Una figura in pantaloncini e maglietta stava risalendo M.P. Street. Stava correndo. Faceva ogni mattino il medesimo percorso, con passo allenato e respiro regolare. Niente misuratori di frequenza del battito cardiaco al braccio, come i fanatici dello sport. Non indossava neppure delle cuffie per ascoltare della musica, quasi che preferisse ascoltare la città e i suoi rumori, assaporando la solitudine di quella corsa silenziosa. Gli altri appassionati dello sport e dell'esercizio fisico avrebbero atteso ancora un po' prima di uscire, altri invece avrebbero atteso il rientro dal lavoro per bruciare grassi e sudare dentro magliette sformate. [...] Il corridore guardò l'orologio, aveva migliorato il suo tempo di qualche minuto. Svoltò in P.C. Street. Lo sguardo era rilassato, appariva di ottimo umore quel giorno e aveva un buon motivo per esserlo. Quella mattina sarebbe stato consegnato il suo terzo regalo: aveva impiegato molto tempo a prepararlo e sperava proprio che lo apprezzassero, anche perché avrebbe continuato a recapitare regali al loro indirizzo fino a quando non avessero capito. Voleva che sapessero, voleva qualcuno alla sua altezza con cui misurarsi. Aveva bisogno di un nuovo stimolo. La figura svoltò nuovamente, questa volta in G.C. Street e dopo pochi metri entrò in un cortile. Afferrò il giornale, consegnato da un ragazzino che probabilmente aveva bisogno di soldi per comprarsi un auto per uscire con la ragazza...o per rimorchiarne una. Salì di corsa i pochi gradini che davano sul portone d'entrata, recuperò la chiave di casa dalla tasca dei pantaloncini, aprì la porta ed entrò. Attraversò il breve ingresso e andò in cucina. Posò le chiavi e il giornale sul tavolo, dando una breve occhiata ai titoli: niente riguardo ai suoi regali. [...] Uscì dalla cucina e salì le scale che portavano al piano di sopra, dirigendosi verso il bagno, per farsi una doccia prima di andare al lavoro. No, la terza consegna non l'avrebbero ignorata, pensò mentre entrava nella doccia e apriva l'acqua calda. [...] Terminata la doccia si vestì e tornò in cucina [...] recuperò le chiavi di casa e dell'auto ed uscì, chiudendo a chiave la porta [...] Il sole era sorto ormai e si preannunciava una bella giornata: nuovamente un sorriso si delineò sul suo volto, e fischiettando si avviò verso l'auto parcheggiata nel vialetto.

Assassinio

Il detective Ray Miller aveva cominciato la sua carriera come semplice poliziotto della stradale, poi era passato alla omicidi. Un poliziotto come tanti altri, fino a Bill: il suo primo serial killer. [...] Dopo Bill, gli altri casi di cui si era occupato riguardavano prevalentemente assassini seriali: i peggiori e i più difficili da catturare. Quel giorno però il detective Miller non stava indagando, ne inseguendo qualche criminale, bensì stava caricando la macchina con l'attrezzatura per la pesca. Una volta andava spesso a pesca, ma da parecchio tempo ormai non prendeva più ferie, lavorando anche durante le feste. Quello sarebbe stato il primo giorno di libertà da...dal 16 Aprile di due anni prima, quando le cose erano cambiate. [...] Ray chiuse il portellone dell'auto e rientrò in casa per accertarsi di non aver scordato nulla. Il cellulare squillò nella tasca dei pantaloni; Ray lo estrasse e rispose. “Miller” disse, guardando rassegnato fuori dalla finestra. “Detective Miller, è già partito per le sue ferie?” chiese l'uomo all'altro capo del telefono. “No, capo Clifford” rispose Ray. “Chiamami Henry, Ray, ci conosciamo da anni e vieni ai miei barbecue, quindi risparmiati le formalità con me” disse Henry. “Allora Henry, mi hai chiamato per augurarmi buona giornata?” chiese Ray, chiedendosi per quale motivo non avesse tenuto spento il cellulare quel giorno. “Mi spiace doverti rovinare il tuo primo giorno di ferie dalla morte di Sophie, ma è davvero importante” proseguì Henry. “Un altro?” chiese Ray, accantonando il pensiero della pesca definitivamente; peccato, gli sarebbe piaciuto anche se, con ogni probabilità, non avrebbe preso nessun pesce. “Si, ma questo è diverso. Non ho mai visto una cosa simile in tutta la mia carriera da poliziotto” disse Henry che ormai era prossimo alla pensione, e nella sua carriera ne aveva viste un bel po'. “Va bene, dimmi tutto” disse Ray. “Vieni alla sede della polizia, ti spiegherò tutto qui” disse Henry. “Arrivo” rispose Ray chiudendo la comunicazione. [...]


Comments

comments powered by Disqus

~ Seguimi ~
~ Newsletter ~