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  • Pagine: 179
  • ISBN: 978-88-98882-79-3

Edito da Edizioni Epsil, tra i finalisti del concorso Uno, nessuno e centomila...autori per l'edizione 2014-2015, ecco a voi La Loggia degli Assassini.

Trama

Una crisi politica sconvolge il regno di Nirac e la repubblica del Remaning. A fare da cuscinetto tra i due Stati vi è solo il ducato di Libeg, il cui sovrano tenta in ogni modo di preservare la pace tra le due super potenze. E poi c'è la Loggia, un'antica organizzazione segreta dagli scopi assai poco chiari. Fra sotterfugi, doppie identità e tradimenti, la Loggia muove i suoi fili e potrebbe essere lei a fare la differenza alla fine dei giochi.

Riuscirà Raphael, legittimo erede al trono del regno di Nirac, a vendicare la propria famiglia e a distruggere la Loggia dall'interno? E che ruolo ha il Giudice con la maschera di Tigre, che sembra essere sempre un passo avanti agli altri?

Distributori: Edizioni Epsil Amazon laFeltrinelli Un Libro Il libraccio

Come nasce il libro

Questo libro nasce quasi per caso dopo aver visto la puntata di Criminal Minds intitolata Il codice dei ladri. In questa puntata la squadra di profiler di Quantico si ritrova ad indagare su un caso di rapimento ad opera della mafia russa. Fin qui non è nulla di eccezzionale, quello che mi aveva colpito di questa puntata era il ferreo codice che tutti i membri di questa "organizzazione" dovevano rispettare (da cui il titolo della puntata in questione).

Dopo aver lavorato tanto su thriller e polizieschi, volevo regalarmi una pausa dal genere e provare con qualcosa di diverso, così, con questo granello di idea in testa, ho cominciato a fare qualche ricerca su questo codice dei ladri. Più mi documentavo e più il granello si ingrandiva, finché in testa non si è formato quello che era un abbozzo di trama.

Da lì a scrivere effettivamente il libro è passato diverso tempo, perché per questo romanzo volevo una trama complessa e diversa dal solito. La Loggia degli Assassini si è rivelata essere una vera sfida, con non pochi problemi, sia per via della storia, sia per i numerosi personaggi, che i molteplici intrecci da seguire.

La parte indubbiamente più divertente del libro è stato creare la mia Loggia, questa misteriosa organizzazione che nell'anonimato, tira i fili di governi e nazioni. Ideare la sua struttura, il codice di condotta (e il vero codice dei ladri mi è stato di grande ispirazione), gli agganci e i segni di riconoscimento... si, decisamente quella è stata la parte migliore di tutto il libro.

Mi auguro che il libro vi piaccia, vi stimoli e vi appassioni; quindi buona lettura!

I pareri dei lettori

"All’autrice va il merito di incuriosire il lettore, tener alto l’interesse e la suspense fino all’ultimo capitolo, con un epilogo mai scontato e prevedibile. Un Fantasy dal sapore Thriller " Hobby Book

"Intrighi, sotterfugi, doppi giochi e via di seguito per stuzzicare il lettore. Il finale è uno di quelli che ti fa sussultare, e desiderare assolutamente di leggere il seguito." Le frasi più belle dei Libri

"Alla fine del libro, mi è sembrato di trovarmi a metà tra una serie de Il Trono di Spade e un libro dell’autrice italiana di fantasy per eccellenza, Licia Troisi. E Lorena è davvero sulla buona strada per affiancarla, a mio avviso!" Il Diario di quella ragazzi

Direttamente dal libro

Capitolo I

La relazione fra il Nirac e il Remanig non era mai stato idilliaco: trent'anni prima i due stati erano stati sull'orlo della guerra, a salvare la situazione era stato un colpo di stato avvenuto nella capitale di Nirac e che aveva portato al potere re Julian Hampton, lontano cugino della famiglia reale dei De Leblanc.

Il casato dei De Leblanc, che a quel tempo regnava su Nirac, mirava ad espandersi verso gli stati più prossimi: Razzavis e Remanig. Lo stato di Razzavis, retto anch'esso da una monarchia, era sempre stato pacifista, anche cedendo alcuni dei suoi possedimenti pur di evitare la guerra.

La repubblica di Remanig era invece di tutt'altro avviso ed era stata subito pronta ad un conflitto pur di non cedere neppure un millimetro di quanto era sotto il suo controllo.

Ora, il cugino del re, il conte Julian Hampton, aveva sempre manifestato un certo interesse per il trono del regno. Nessuno a corte aveva mai preso seriamente in considerazione l'ipotesi che il conte stesse concretamente macchinando per sbarazzarsi del re e salire al trono, almeno fino alla notte in cui accadde realmente.

In una fredda notte d'inverno, quando si era ormai prossimi all'inizio del nuovo anno, il conte Hampton e i suoi seguaci, irruppero nel palazzo reale assassinando l'intero casato dei De Leblac e buona parte della scorta reale. Chi sopravvisse a quella notte di sangue disse che il conte doveva aver assoldato dei mercenari stranieri molto esperti per quell'assalto, perché in tutto Nirac non si erano mai visti degli uomini così letali e abili nell'uccidere.

Dopo quella notte il conte Hampton divenne re Julian III e i progetti di guerra ed espansione vennero abbandonati. Trent'anni dopo, anno più anno meno, re Julian III sembrava stesse per apprestarsi sulla stessa via del suo predecessore, anche se in maniera più sottile ed elaborata.

Capitolo III

Le guardie passarono oltre, sane e salve, proseguendo lungo il corridoio. Quando il loro percorso le portò a svoltare a sinistra, Gecko uscì dal suo nascondiglio improvvisato e proseguì nella direzione in cui era diretto prima del sopraggiungere delle guardie.

Affrettando il passo, l'Assassino si trovò a constatare che il palazzo ducale era molto più grande di quanto avesse immaginato. A differenza del caporale, Gecko era la prima volta che metteva piede nella dimora del Duca di Locke. A Libeg vi si era recato diverse volte, prima e dopo essere entrato nella Loggia, ma in tutti i suoi viaggi non si era mai introdotto a palazzo. Se non avesse studiato la mappa che gli era stata data dall'uomo che lo aveva mandato lì, si sarebbe perso da tempo.

Mentre si orientava fra i lunghi corridoi del palazzo ducale, Gecko si trovò nuovamente a riflettere sull'incontro appena conclusosi. L'Assassino era giunto a Libeg al seguito della delegazione remanighese, e durante tutto il viaggio gli era sembrato di capire che, per quanto gli alti funzionari si aspettassero di essere blanditi dal Duca di Locke, non erano per nulla propensi ad una risoluzione pacifica dell'incontro.

L'impressione che Gecko aveva avuto era stata quella di un esercito invasore deciso a tornare a casa con il bottino, ma una volta a Libeg e riunitisi nella Sala dei Congressi, l'esito era stato molto diverso. La repubblica di Remanig si era arresa di buon grado e fin troppo placidamente: che la repubblica fosse diventata un cane che abbaiava ma non mordeva, oppure nascondeva altri progetti?

Gecko svoltò in un corridoio poi in un altro. Da lontano gli giunse il suono dei passi delle guardie. Rapidamente l'Assassino si nascose dietro un'altra statua, lo spazio dietro cui nascondersi non era molto, ma per sua fortuna le guardie svoltarono verso un altro corridoio evitando completamente il luogo dove lui si trovava.

Devo uscire di qui alla svelta. Più rimango qui dentro, più corro il rischio di venire scoperto pensò Gecko uscendo dal suo nascondiglio e imboccando un corridoio alla sua destra, che a quanto ricordava dalla mappa, avrebbe dovuto condurlo alle cucine, da cui intendeva uscire.


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